Cos’è un progetto startup. Valutazione del legame tra “Startup e Innovazione” con “Gioventù e Tecnologia”

Oggigiorno la parola “startup” è diventa comune quanto un “ciao” o un “buongiorno”, ed è perlopiù associata ad una categoria di persone sotto i 35 anni circa, che, mediante un progetto imprenditoriale, tentano di soddisfare i propri desideri (da quelli emotivamente ricchi di significato a quelli prettamente economici; atteggiamento tipico dei millennials).

Questa premessa invita l’immaginario collettivo nostrano ad inserire nell’insieme “startup” altre parole, quali, “tecnologia”, “app” e “programmazione”, che, per chi non è un (progettista) informatico, suscitano una sensazione di smarrimento legata a temi di difficile comprensione. Di conseguenza, la startup viene percepita come materia esclusiva del “giovane genio informatico”.

La dimestichezza con la tecnologia, però, non immunizza il “giovane genio informatico” dalle sensazioni di smarrimento e di incertezza; il servizio o il prodotto ideato, anche se perfettamente funzionante e completo, sarà accolto dai clienti? Come meglio far conoscere questo prodotto? Quali saranno i partner migliori per attuare la strategia? Quale forma di pagamento sarà la più opportuna?

Come meglio far conoscere questo prodotto? Quali saranno i partner migliori per attuare la strategia? Quale forma di pagamento sarà la più opportuna?

rdio

La vittoria commerciale, come insegnato da Rdio (radio streaming antecedente Spotify fondata dai creatori di Skype e fallita nel Dicembre 2015), non è una diretta conseguenza dell’abilità nell’utilizzo della tecnologia. Quindi, dal punto di vista dell’ideatore, l’incertezza non riguarda il prodotto/servizio in sé, ma raggiunge settori collaterali, quali, ad esempio, il valore proposto, i partner e le forme di pagamento.

Si potrebbe dunque dire che l’incertezza è la condizione principale e vitale in cui si trova ad operare un progetto startup tecnologico/informatico.

naturhouse

Provo a proiettarmi nel 1992 (con sensibilità ecologica differente del 2016) in veste di neo imprenditore, con la sfida di proporre cosmetici con ingredienti 100 % naturali, non testati su animali e confezionati in contenitori ecologici (Naturhouse). Quali elementi avrei per essere certo del successo della mia proposta? Probabilmente pochi. L’incertezza sarebbe presente anche in questa realtà al dettaglio, decisamente lontana dal business tecnologico odierno.

E’ dunque l’incertezza un’esclusiva di realtà startup tecnologiche? Evidentemente no, è una condizione di ogni progetto startup; quindi la percezione comune italiana di startup, dovrebbe essere modificata facendola riferire ad ogni progetto neo imprenditoriale, indistintamente dal grado di apporto tecnologico.

Ma se, a mo’ di provocazione, lo stesso imprenditore che nel 1992 sfidò il mercato, decidesse oggi di proporre anche una linea di abbigliamento “bio”, quindi un prodotto che risponde a delle logiche aziendali diverse, dedicato ad un segmento di clientela con caratteristiche differenti, la condizione di incertezza dei settori collaterali si verificherebbe nuovamente.

E’ quindi la condizione di incertezza esclusiva di progetti neo imprenditoriali? Evidentemente no, anche un imprenditore di lunga data che affronti un progetto innovativo, non una variazione incrementale su prodotto/servizio già attivo, rappresenta una condizione di progetto startup.

Mi soffermo brevemente sui termini innovazione e scienza: l’innovazione è anche scientifica, ma non esclusiva. Anche il modello di business può essere innovato.

dollarshaveclub

Quando Southwest Airlines introdusse l’innovazione dei voli low-cost (in Europa conosciamo meglio il caso Ryanair), non lo fece grazie ad aerei con motori a propulsione di nuova tecnologia, ma grazie una strategia di turnaround rapida ed essenziale. E ancora: Dollar Shave Club non creò lamette da barba autopulenti; semplicemente cambiò il modello di business, proponendo il proprio prodotto in abbonamento consegnato via posta, come se fosse una rivista: venduta ad un miliardo di dollari.

Questo mio processo deduttivo è volto ad indurre il lettore a ricalibrare la concezione italiana di startup, abbattendo i confini mentali di tecnologia e di neo imprenditorialità.

Una startup è un’istituzione studiata per creare un nuovo prodotto/servizio in condizioni di estrema incertezza, in cui l’innovazione è un tratto essenziale*

Una startup è un’istituzione studiata per creare un nuovo prodotto/servizio in condizioni di estrema incertezza, in cui l’innovazione è un tratto essenziale*; questa istituzione può essere promossa sia da un neo imprenditore tecnologico, ma anche da un imprenditore di lunga data che non opera nel settore tecnologico, che abbia però intenzione di apportare innovazioni di prodotto e/o di modello di business, tali da accedere a un percorso caratterizzato dall’incertezza.

Quindi, ogni prodotto/servizio di cui non si possono prevedere con accuratezza le reazioni del mercato, o la bontà del modello di business, deve rientrare nella concezione di progetto startup.

leanstartup

Avendo dunque identificato le condizioni tipiche iniziali di un progetto startup, bisogna attivare una serie di processi sperimentali sistematici e standardizzati, tali da produrre dati e/o prodotti pilota (attraverso prototipi o spin-off), che possano condurre al successo (o fallimento) nel più breve tempo possibile, impiegando il minor numero di risorse.

 

*E.Ries – Lean Startup

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